ALBERTO DAL LAGO, IL MESTRINO DI GUADALAJARA  

E’ tornato nella sua Mestre dopo 20 anni, con i colori arancioneri sempre nel cuore.

In gergo si chiamano pezze.  Strisicioni grandi e piccoli con i quali i tifosi orange colonizzano la loro curva e quella di ogni stadio a cui fanno visita. Ogni pezza o bandiera racconta una storia. Di amicizia e fedeltà, soprattutto.

Lunedì 5 febbraio, in occasione dell’importante trasferta contro la Triestina ne è stata appesa un’altra, rossonera: è quella dell’Atlas di Guadalajara, società che milita nella massima serie del campionato messicano e che raccoglie più di 50 mila tifosi ad ogni partita (famosa è la Barra 51). Questa bandiera racconta l’ultimo gemellaggio a distanza, nato dalla passione per il calcio di un tifoso mestrino che da vent’anni ha lasciato la sua città. Alberto Dal Lago, promotore finanziario, ha scelto di cercare nuove opportunità di lavoro all’estero e in Messico ha trovato la sua seconda patria. Noi lo abbiamo incontrato al Bar Sport, in piazza Ferretto dove ci ha raccontato della sua vita avventurosa.

Appassionato di immersioni, ha vissuto a lungo nella meravigliosa Playa del Carmen e oggi vive nella metropoli di Guadalajara. Si occupa di criptomoneta (bitcoin) e qui in Italia coordina una rete di 800 collaboratori. Il calcio è la sua grande passione, tanto da essere anche importatore del Subbuteo. Dell’Atlas si è innamorato “a pelle” per i colori rossoneri e lo stemma con la A, che è anche la sua iniziale. Con la sua esperienza e il suo entusiasmo è diventato uno dei responsabili della curva in Messico.

Ma il Mestre gli è rimasto sempre nel cuore nonostante le alterne vicende che hanno visto protagonisti gli arancioneri e galeotto è stato facebook che con le sue dirette dallo stadio gli ha restituito la gioia di tifare ancora per la sua squadra e di godere della promozione tra i professionisti. Prima da solo, poi con gli amici dell’Atlas che sono diventati tifosi mestrini acquisiti. “Eravamo una sessantina di persone a vedere il Mestre in diretta facebook – racconta Alberto Dal Lago – e con Dario Sottovia, in particolare, è nata un’amicizia a distanza. Oltre ad essere un grandissimo professionista mi dicono che sia anche una bella persona e naturalmente voglio incontrarlo di persona. In Sudamerica siamo tanti mestrini affezionati alla nostra squadra, siamo sempre in contatto tra di noi e vogliamo costituire un club”.

A Mestre Alberto non tornava da vent’anni ed ha fatto una sorpresa alla mamma per i suoi 80 anni. “Ho trovato Mestre cambiata – ha detto – tanto che le prime due sere mi sono perso… Non c’è più l’Umberto I°, all’epoca non c’era il tram. Ho visto tanti extracomunitari e so che in alcune zone della città rappresentano un problema sociale. Io resto affezionato alla mia grande Mestre di una volta”.

Per il mestrino di Guadalajara emozioni alle stelle, anche nel rivedere i vecchi amici della curva con i quali è andato in trasferta a Trieste. .

Il Mestre riposa questa settimana, cercando di svuotare l’infermeria. I tifosi no; loro stanno organizzandosi per un’altra passeggiata, a San Benedetto del Tronto, con un carico sempre più tosto di pezze e bandiere e con la consapevolezza – anche grazie ad Alberto – che l’amore per questa maglia e questi colori non ha tempo né confini. E non muore mai.

Informazioni su Alessia Da Canal 34 Articoli
Mi occupo da quasi trent'anni di di giornalismo e comunicazione, dai mezzi tradizionali ai new media. Per necessità ho imparato a cambiare e a rinnovarmi e mi stupisco dell'entusiasmo che ancora metto nell'imparare ogni giorno aspetti nuovi, anche tecnici. Lavoro per vivere e per amore della mia città, MESTRE.

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