“TUTTO SUL MIO MESTRE”. INTERVISTA ESCLUSIVA AL PRESIDENTE SERENA

Nessuno smantellamento, valorizzazione dei giovani, crescita della società, nuovo stadio e... un nuovo Presidente?

Presidente, in queste ore sembra quasi certo che il Vicenza sarà messo in liquidazione e questo è un altro tassello che si aggiunge ad un campionato già anomalo.

Se dovesse succedere anche per il Vicenza quanto accaduto per il Modena, spiace davvero assistere alla “caduta” di società storiche e blasonate che tanto hanno dato al calcio e soprattutto ai loro tifosi e alle proprie città! Una cosa, piuttosto, mi chiedo e della quale rimango stupito: come si possa arrivare a certe situazioni con delle regole, vissute in prima persona, molto ristrette e fiscali. Come Società neo promossa ho ben presente le difficoltà che si incontrano nel rispettare tutti i termini imposti per l’iscrizione. Quindi, leggendo ciò che si scrive sui social e sui giornali, rimango veramente perplesso e non capisco. Se poi penso al nostro caso, una neo promossa appunto, un presidente senza esperienza, e soprattutto una squadra senza stadio da 3 anni, a come possiamo aver superato il gap negativo che ci vede al cospetto di tutte le altre società, mi accorgo che abbiamo fatto noi tutti – dai giocatori ai tifosi, dallo staff a tutti coloro che operano per Mestre e per il bene del Mestre – un piccolo miracolo.

Ora lo dico con un sorriso amaro, ma a 4 giorni dalla scadenza dei termini per la presentazione della garanzia fideiussoria da 350.000 euro, vincolante per l’iscrizione della squadra, mi sono accorto di essermi fidato di una compagnia assicurativa che si diceva avesse prestato in passato garanzie ad altre società calcistiche, rivelatasi poi una truffa! Solo io so in quei giorni cosa ho passato. Vedevo l’indomani già i titoli sui giornali: Presidente del Mestre non iscrive la squadra, Figura Mestre e avanti così. Sì, perché siamo in Italia e sappiamo come funzionano certe cose. L’incubo per un attimo è stato veramente questo e vallo poi a spiegare che sei stato vittima di una truffa. Chi lo avrebbe creduto? Nessuno. Ma ripeto, ora posso amaramente sorridere, ma tengo anche a ringraziare persone a me care, vicine al Mestre come anche la nostra banca partner del Mestre senza le quali, nel contesto economico finanziario cui viviamo, a prescindere dalle garanzie o disponibilità, se non c’è una chiara volontà a fare le cose  in 24/48 ore, praticamente a tempo zero, ora saremmo qui a parlare d’altro.

Il fatto che probabilmente non ci saranno retrocessioni nel girone può influire sulle scelte di mercato, dato che l’obiettivo dichiarato è quello della salvezza?

Non posso negare che ogni squadra, non solo il Mestre, possa fare dei ragionamenti, ma escludo ca-te-go-ri-ca-men-te che questo possa influire sulla gestione di metà campionato della squadra e quindi “speculare” su questo fatto. Il Mestre non farà mai calcoli sulle disgrazie altrui. Noi vogliamo raggiungere l’obiettivo salvezza a prescindere dalle situazioni disagiate di altri e questo deve essere chiaro a tutti.

In questi giorni si parla di squadre interessate ad alcuni giocatori del Mestre, si fanno dei nomi, come Beccaro e Fabbri. E si parla di possibili partenze.   

Che ci siano giocatori oggi in forza al Mestre richiesti da altre squadre mi fa solo piacere e lo dovrebbe fare a tutti; significa che abbiamo scelto e coltivato bene i nostri ragazzi. Detto questo, non significa che per forza qualcuno andrà via. Ma siamo nel mercato anche noi e le valutazioni spesso hanno diverse origini e a volte, per come sono fatto io, do anche l’opportunità ad un giocatore, ammesso che lo sia anche per lui. In quest’ottica va letto il mercato del Mestre.

Il Mestre sta investendo sui giovani, dalle prime operazioni di mercato sta emergendo questo.  

E’ giusto e corretto che una società di Serie C investa nei giovani; semmai ho un rammarico, quello di non averne di più. Ciò non significa che non sono soddisfatto dei nostri ragazzi over, tutt’altro. Non smetterò di ringraziarli, ma è pur vero che i giovani, così nel calcio come nel lavoro, rappresentano il Futuro. Quindi spazio ai giovani, purché siano forti e meritino – conquistandosi sul campo, con spirito di dedizione e sacrificio – la fiducia del mister.

Sarò schietta, qualcuno teme uno smantellamento di questa squadra.

Lo sarò anch’io. Il calcio è in continua evoluzione e nessuno potrà fermarlo. Mauro Zironelli ha scelto i suoi giocatori e la Società lo ha seguito. Quest’anno buona parte di loro è stata confermata e altrettanto stiamo facendo oggi. Questo non significa che saremo uniti per tutta la vita, significa che se non vi sono ragioni particolari il gruppo rimarrà lo stesso. Stiamo lavorando ripeto sui giovani,  anche perché la Federazione stessa agevola giustamente le squadre che credono maggiormente nei ragazzi. Detto questo, il Mestre alla fine del girone di andata risulta essere stata la squadra che ha fatto registrare il più basso minutaggio con gli under, quindi “privandosi” anche di maggiori contributi federali. Questo è dovuto al fatto che Pozzebon si è infortunato proprio nel momento in cui sembrava poter dare il proprio contributo, mentre altri giovani si stavano preparando ma non erano ancora pronti. Ora magari qualcuno di questi potrà dire la sua e son convinto che faranno bene. Quindi direi tutto tranne che smantellare. Il Mestre ha il dovere di lavorare verso il suo futuro, a prescindere da chi lo governa.

Ma quanto costa una stagione del Mestre, presidente?

E’ una domanda alla quale preferisco non rispondere. E’ una società di capitali e al 30/06/18 tutti potranno saperlo. Dico solo che è un campionato molto impegnativo e oneroso, sia in termini economici che, soprattutto, di tempo. Tempo che sto sottraendo ahimè al mio lavoro, alle mie attività e alla famiglia. Tempo che, per quante soddisfazioni potrò avere, mai nessuno mi potrà restituire!

Però un dato, che è poi anche una curiosità, lo voglio dare: ovvero che il Mestre è la società che spende di più tra tutta la Serie C, o poco ci manca. Non mi riferisco ovviamente al valore globale assoluto, ma al delta esistente tra le entrate e le uscite. In altri termini la differenza tra ricavi e costi, incassati e sostenuti, risulta essere esponenziale. E questa situazione purtroppo è figlia della nostra situazione quasi surreale, ma invece più che mai reale, legata allo STADIO!  Non poterne avere uno dove giocare equivale, se posso, ad un “blasfemismo sportivo”. 

Stefano Serena si sta forse stancando? 

Altra domanda alla quale non vorrei rispondere. 

Nella mia vita ho sempre tratto energia dalle difficoltà. Così nel lavoro, come nella mia vita privata e ora anche nel calcio.  

Mi ero posto un percorso, un obiettivo al mio “ingresso” ed era quello di portare il Mestre tra i professionisti. Il termine che mi ero dato, forse neanche troppo seriamente, era fissato in 5 anni. Ci siamo riusciti in 3 e questo da una parte ovviamente mi riempie di gioia, come penso noi tutti. Dall’altra, però, pago il “peso” di una crescita esponenziale nel breve periodo. Va ricordato che solamente il nostro segretario Stefano ha avuto in passato trascorsi tra i professionisti, e io sono partito dalla prima categoria… Questo per me ha significato colmare, tuttoggi, i limiti e le lacune che tale situazione può creare. In che modo? Sostenendo ovviamente maggiori costi. 

Oggi siamo una Società che si sta strutturando a livello organizzativo, con uno staff di allenatori sempre più valido, con collaboratori che stanno crescendo dal punto di vista delle esperienze. Con il nostro DS approdato nel mondo professionistico a pieno titolo. Con tante persone, giocatori del settore giovanile, giocatori della Berretti e della Prima Squadra che stanno mettendosi sempre più in mostra. Insomma è un “movimento” mestrino che grazie al Mestre fa crescere anche chi non è mestrino di nascita o che a Mestre non ci vive. Insomma, credo che Mestre per molti di noi, in futuro, riserverà buoni ricordi. 

Perché gli sforzi possano avere un senso in prospettiva futura, bisognerebbe realizzare il suo sogno, parlo della cittadella dello sport per Mestre.  

Vede, la situazione personale con il Mestre non mi permette di lavorare con un budget. Copro ed investo ciò che c’è da coprire ed investire. Questo perché la vita da “nomadi” che stiamo facendo – la definisco così senza che qualcuno si senta offeso – grazie alla mancanza di una nostra casa che è lo stadio, non ti permette di pianificare un minimo progetto finanziario e siamo costretti a vivere alla giornata senza sapere domani dove saremo. Io voglio crescere e non mi accontento di dove sono. Poi però devo anche tornare sulla terra e guardarmi attorno per capire quali possibilità vi siano. Poche!

Detto questo, è stata una mia idea lanciare il “Concorso delle Idee” tra i professionisti. E questo devo dire ha avuto ampio riscontro, significa che forse le mie idee non sono del tutto fuori dal mondo né tanto meno irrealizzabili. Ecco, mi piace soffermarmi su questa parola: irrealizzabili. Il contrario significa realizzabile ed è ciò che spero e ciò che voglio. Ma per fare questo ci vuole tempo, disponibilità ai progetti e finanza. Io in tutto il progetto posso rappresentare il catalizzatore. Ovvero colui che, individuato il Progetto, trovata l’area, ottenuti i permessi, individuati gli strumenti finanziari, lo porta a termine. Si capisce quanto in salita possa essere la strada, ma non per questo impossibile. Ora attendo le prime bozze a fine febbraio, per poi procedere al passo successivo e si vedrà!

E’ una situazione che nel frattempo deve essere gestita. Sperando che questo campionato si concluda con il raggiungimento dell’obiettivo, quale futuro si prospetta per il Mestre?

Il presente è l’aspetto più duro. Un presente complicato e un futuro indecifrabile. Certo che per me seguire due cose così importanti su due fronti, quali la Società e il Progetto Stadio, con tutto ciò che ne consegue, è impossibile. Devo riuscire a dare continuità al Progetto Mestre (ricordate, così l’ho definito qualche anno fa) anche senza il sottoscritto. Nuovo Presidente e Stadio rappresentano oggi per me la sfida più grande! 

Informazioni su Alessia Da Canal 34 Articoli
Mi occupo da quasi trent'anni di di giornalismo e comunicazione, dai mezzi tradizionali ai new media. Per necessità ho imparato a cambiare e a rinnovarmi e mi stupisco dell'entusiasmo che ancora metto nell'imparare ogni giorno aspetti nuovi, anche tecnici. Lavoro per vivere e per amore della mia città, MESTRE.

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