QUELLA SERA AL MAPEI STADIUM… LA PARTITA PERFETTA

“Un bello scherzetto ci avete fatto…”. Dietro al bancone anche il titolare indossa la maglia della Regia. Realizzo in quel momento che le recensioni di Tripadvisor descrivono il cosa (mangiare in tal locale) ma non il chi (ti troverai davanti). Ci accomodiamo al tavolo fra una selva di felpe del Gruppo Vandelli e sciarpe del Ghetto, i due gruppi ultras della Reggiana. “Ma va cagher” è il saluto di una ragazza dal tavolo vicino e il suo compagno rincara: “Ma proprio qui dovevate venire a rompere i coglioni?!”. Salvo poi girarsi di nuovo verso di noi e suggerirci di ordinare lo gnocco fritto – specialità del posto – porgendomene gentilmente un assaggio dal piatto comune del tavolo degli ultras granata che annuiscono convinti, come fa anche la sua ragazza. La gente del posto è davvero così accogliente o è l’effetto Zironelli & C.  che non può che far inchinare anche i più rudi? Probabilmente questo e quello.
Al Mapei Stadium stasera non si gioca l’Europa League, ma la serie C. Non scende il campo il Borussia Dortmund, ma l’AC Mestre. Ma per fortuna il resto non cambia, stadio di caratura internazionale e terreno di gioco in perfette condizioni. Dove nulla può il Mecchia di Portogruaro – a cui manca l’impianto di irrigazione per poter soddisfare le richieste di Zirocop di avere un campo bagnato – può Giove Pluvio. E già dal torello pre-partita degli arancioneri pare intuire la voglia di dimostrare quanto le illazioni patavine girate in settimana riguardo ad un presunto disimpegno nei confronti di questa sfida, siano state ridicole. Questo allenatore e questi ragazzi sono prima di tutti degli uomini, come sottolineerà a fine gara Capitan Perna, e solamente ipotizzare uno scarso impegno può risultare giustamente offensivo. Perché, vada come vada, alla fine qui si gioca per vincere. Sempre.
Arrivano anche quelli di sempre, nonostante l’infrasettimanale, nonostante le molte defezioni per giusta causa lavorativa. La Curva Nord è sempre e comunque presente. Alla fine tutti a petto nudo a festeggiare con la squadra, nonostante un freddo davvero anomalo e un vento che costringe i più in tribuna a coprire i connotati con le sciarpe.

Alle 18:30 puntualmente inizia la “partita perfetta”. E non è la prima di questi ragazzi. Gli Orange entrano in campo convinti, pressing alto e asfissiante, raddoppi di marcatura. Il mister ha alternato diversi elementi rispetto alla gara di domenica con il Vicenza, ma nulla fa sospettare che possano essere rimpiazzi. Al Mestre i titolari sono tutti, è solo che c’è l’esigenza di poterne schierare solo undici alla volta.
Passa poco tempo e Beccaro sblocca di par suo, andando letteralmente a sradicare il pallone dai piedi di un difensore granata. Ed inizia il calvario degli emiliani che attendevano questa gara come passaggio decisivo per tentare l’aggancio alla vetta biancoscudata, forti di una gara in meno e dell’imminente scontro diretto. Ma, vada come vada, alla fine – come detto – da noi si gioca per vincere. Sempre.
E il Mestre continua a macinare le sue trame, ad attaccare gli spazi, a muoversi con o senza palla come gli avversari non riescono lontanamente. Il tifoso arancionero in tribuna vuole che finisca adesso, ma i ragazzi in campo no. Loro si stanno divertendo e si vede. I nomi davvero non possiamo citarli tutti, sono troppi. Sintetizzerà bene il mister a fine gara “Stasera i miei ragazzi sono stati tutti da 10 e lode”. Lui, come sempre, da 110 con lode.
Gagno gestisce i pali magistralmente, pochi e ottimi gli interventi decisivi, ma una sicurezza rara in terza serie, perfetta scelta di tempo nelle uscite e un piede da libero che gli permette di controllare e rilanciare l’azione, che spesso parte dal reparto arretrato per svilupparsi nei 100 metri successivi, con un fraseggio veloce e preciso, denso di sovrapposizioni. A Reggio di buon calcio evidentemente se ne intendono ed a un certo punto parte anche l’applauso spontaneo. Una sciarpa granata mi batte sulla spalla: “Ma giocate sempre così? Siete la migliore squadra vista quest’anno”.
Ma la Reggiana è pur sempre una signora squadra e quando entra, può far davvero male. Politti, Perna, Stefanelli… il reparto difensivo non fa una piega. Alcuni interventi sono davvero sontuosi. Il Poli ad un certo punto riparte pure in slalom, palla al piede, costringendo momentaneamente Lavagnoli a coprire la sua posizione. Il Capitano sembra Franco Baresi, Kirwan si danna l’anima, Casarotto è sacrificio puro, Fabbri incontenibile. Ma si era detto che non si possono citare tutti, anche se tutti sarebbero da citare.
Ad un certo punto ci pensa lui. Sempre lui: Dario Sottovia raccoglie l’assist (di petto!) di Martignago, su cross del solito Beccaro e trafigge implacabilmente il portiere avversario con un fantastico sinistro, degno del Mapei Stadium. E’ il suo undicesimo centro stagionale e siamo al 50mo minuto.
“Allora, iniziamo a difenderlo ‘sto risultato?”. Certo, ma nell’unico modo che conosce lo Ziro-pensiero! Dopo Lavagnoli entrano anche Stensson, Spagnoli, Rubbo e Zecchin, perché la difesa sta bene così, altroché. La Reggiana ci prova, arriva a colpire un bel legno ma è tutto inutile, ogni spazio, ogni conclusione viene puntualmente chiusa. Il Mestre è implacabile e ci pensa un ragazzo di Montebelluna a fissare il tabellino finale: Riccardo Martignago segna un eurogol – quello dello 0-3 – andandosene via sulla destra, su assist di Spagnoli, beffando il portiere e concludendo da posizione angolatissima. Si ripeterà nei minuti di recupero, quando Rubbo recupera l’ennesimo pallone a centrocampo e lo lancia in rete per lo 0-4 conclusivo e la doppietta personale.
A fine gara, un signore di una certa età con la sciarpa arancionera al collo, mi dice: “E’ da tantissimi anni che seguo il Mestre, ma io giocare così non l’ho proprio mai visto”. “Buon rientro”, rispondo, salutandolo. “Ma quale rientro, noi ci fermiamo in zona e domenica ci vediamo a Fano!”. E’ la saggezza dell’età, penso. Il Mestre di Stefano Serena, di Zironelli, di Perna, di Beccaro, di Sottovia, di tutti, sta vivendo uno dei momenti più alti ed esaltanti della sua centenaria storia, anche a prescindere dai risultati. Ed è davvero un delitto perdersi il Mestre più bello di sempre. Parola di tifoso. Parola di chi, in quella magica sera era al Mapei Stadium di Reggio Emilia.

Andrea Checconi Sbaraglini   (foto di Marco Parente e Marco De Toni) 

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