SERENA ACCETTA LA SFIDA PER LE POLITICHE, MA NON LASCERA’ IL MESTRE

Intervista al presidente del Mestre che abbraccia una nuova sfida con Fratelli d'Italia, ma non lascerà la sua squadra

Stefano Serena, da tre anni presidente dell’AC Mestre, abbraccia una nuova avventura, quella politica, anche se a lui la parola avventura non piace proprio. Perché è un imprenditore che ama le novità e le sfide, ma preferisce  restare con i piedi per terra e avere sempre il controllo della situazione. Se un anno fa gli avessero detto che oggi sarebbe stato presentato come il candidato più rappresentativo per il collegio Veneto 1 (il territorio è quello di Venezia e Treviso) con Fratelli d’Italia, forse avrebbe sorriso, dicendo che era impossibile. Forse anche una settimana fa avrebbe fatto lo stesso. Poi è arrivato l’sms dell’amico Raffaele Speranzon, con la proposta del tutto inaspettata. “Di pancia” Serena ha accettato, precisando di essere molto critico con il mondo politico, sempre pronto a parlare molto ma troppo spesso a non dare corrispondenza con i fatti alle parole spese. Lui farà esattamente il contrario, poche parole e fatti concreti, se avrà la fiducia della gente. Di Fratelli d’Italia e di Giorgia Meloni, in particolare, apprezza il modo schietto di pensare e dire le cose.

Ma cosa ha spinto Raffaele Speranzon a puntare su Stefano Serena? La stima è cresciuta con il tempo, non solo per via della passione in comune per il Mestre. “Ho conosciuto Stefano Serena quand’ero assessore provinciale allo Sport – ha ricordato – ed è stato l’unico a non chiedermi un centesimo, rispetto a tutti gli altri portavoce di associazioni sportive; è stato lui, invece, a coinvolgermi in iniziative a sfondo benefico, con l’Unicef o a favore dei poveri. Vale la pena ricordarlo per capire la generosità di questa persona quando abbraccia un progetto”.

Chi ha modo di conoscerlo sa che è un uomo di poche parole (poco ruffiano si direbbe in Veneto, cosa che in genere ai politici invece riesce molto bene…), ma quando decide si spende con tutta l’anima per mandare in porto qualsiasi obiettivo. Riportare il Mestre nel calcio che conta è solo l’esempio più vicino e concreto che gli è riuscito in tre anni, anziché i cinque che si era prefissato. Uno dei suoi obiettivi – peraltro mai celato anche quando la politica era lontana dalla sua vita – è anche quello di creare nuove infrastrutture sportive, laddove manchino, o di migliorare quelle esistenti, considerando l’alto valore sociale dello sport. Il resto degli impegni sarà reso noto nei prossimi giorni quando, accanto agli altri nomi in lista, sarà presentato anche il programma.

E il suo Mestre? Non sarà abbandonato, nonostante vada ripetendo che il Mestre è della città e lui è un presidente di passaggio. Continuerà a condurre la società di Calle del Sale, ovviamente modificando la sua agenda e delegando ad altri anche quei particolari -spesso grane – di cui finora si è preso cura personalmente.  Qualcun altro, è stato ricordato, ha ricoperto incarichi istituzionali di primissimo ordine mantenendo la presidenza di una delle squadre di calcio più blasonate.

 

 

 

 

Informazioni su Alessia Da Canal 34 Articoli
Mi occupo da quasi trent'anni di di giornalismo e comunicazione, dai mezzi tradizionali ai new media. Per necessità ho imparato a cambiare e a rinnovarmi e mi stupisco dell'entusiasmo che ancora metto nell'imparare ogni giorno aspetti nuovi, anche tecnici. Lavoro per vivere e per amore della mia città, MESTRE.

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