STEFANO SOTTORIVA, UN SECONDO PREZIOSO

Intervista all'allenatore in seconda del Mestre, grande esperto di calcio e futsal

A Schio lo chiamavano Sottogol e questo la dice lunga sulla sua propensione davanti alla porta quand’era giocatore. Di futsal soprattutto, ma non solo.

Vicentino di Marano, assieme a Mauro Zironelli conducator del Mestre, Stefano Sottoriva ha fatto coppia a centrocampo quando giocavano nella Primavera del Vicenza. Ma è il calcio a 5 che gli ha fatto scrivere le più belle pagine della sua carriera, nelle vesti di giocatore e di allenatore con il Thiene e il Giuriato Vicenza.

Al calcio tradizionale Sottoriva è tornato, in veste di allenatore in seconda, proprio con il suo amico Mauro che un bel giorno di cinque anni fa è andato a trovarlo per ragionare su progetto che unisse le competenze di entrambi. Vuoi vedere che è proprio questo il segreto di questo splendido Mestre? La squadra diverte un sacco giocando palla a terra, con un gioco corto, uno straordinario controllo della palla a testa alta ed un ritmo famigliare a chi frequenta non tanto i campi ma i parquet più blasonati del futsal. Cambiano le dimensioni, ma quello che si ammira nelle palestre assomiglia molto a ciò che si vede spesso sull’erba, quando giocano gli arancioneri.

Non sono molte le squadre in grado di assimilare e portare avanti un gioco così dispendioso e questo è un ulteriore merito per chi allena, ma anche per chi si mette a disposizione per imparare qualcosa che va oltre i tradizionali insegnamenti tecnico/tattici.

Stefano Sottoriva è allenatore in seconda, ma potremmo definirlo molto più realisticamente il braccio destro di Zironelli. “Mauro? E’ una bravissima persona, il ragazzo della porta accanto – spiega Sottoriva. Per contro è un genio. Se tu chiedi a un genio perché fa questo lui magari non sa risponderti. Lo sente dentro e basta”.

Padre di tre figli, anche Sottoriva è una gran bella persona. Te ne accorgi quando racconta che per conoscere più a fondo il futsal è andato dove nasce, nelle favelas brasiliane. “Quello che ti rimane è il sorriso di quei ragazzi, felici di giocare anche se le condizioni di vita non sono facili. Dovremmo portare i nostri figli qualche tempo a vivere lì per poter apprezzare quello che hanno”. Sottoriva di figli ne ha tre, uno gioca a calcio, un altro è un gran bravo ballerino, un altro invece ha scelto il nuoto.

Un ”vice” di una modestia disarmante, ma chi ha la fortuna di stargli vicino racconta quanto sia prezioso il suo lavoro dietro le quinte. Il calcio è la sua passione, anche se parallelamente è un imprenditore affermato nel settore dell’impiantistica. Una passione tornata prepotentemente a pulsare nella sua vita. E’ forse prematuro parlare di futuro, ma tant’è… la domanda viene spontanea. “Siamo un team molto affiatato – risponde Sottoriva – ma c’è anche molto rispetto per le scelte di ciascuno. Nel momento in cui dovesse esserci qualcosa, ognuno è libero di fare le proprie scelte. Quello che mi auguro, in qualsiasi categoria si giochi, è che lo si faccia sempre con la stessa passione. Ovviamente il nostro desiderio, se le condizioni lo permetteranno, è quello di restare qui a Mestre”.

Informazioni su Alessia Da Canal 34 Articoli
Mi occupo da quasi trent'anni di di giornalismo e comunicazione, dai mezzi tradizionali ai new media. Per necessità ho imparato a cambiare e a rinnovarmi e mi stupisco dell'entusiasmo che ancora metto nell'imparare ogni giorno aspetti nuovi, anche tecnici. Lavoro per vivere e per amore della mia città, MESTRE.

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