UN IMMENSO GRAZIE E UN TEMPO SUPPLEMENTARE PER IL PRESIDENTE DEL MESTRE SERENA

L'atteso discorso del presidente alla cena di fine stagione e la commovente visita a sorpresa dei tifosi

Gianni, il magazziniere, per la tensione ha addirittura mandato in frantumi un calice, stringendolo con la mano, mentre parlava il presidente, tanto ha a cuore le sorti del suo Mestre. Perché chi lavora in questa società o vi collabora a vari livelli, ne è coinvolto visceralmente. L’idea, con la cena di giovedì sera da Bisiolo a Mogliano, è che si sia chiuso un ciclo fantastico per la società di Calle del Sale guidata dal presidente Stefano Serena e condotta magistralmente sul campo dal gladiatore Mauro Zironelli e dai suoi uomini, scelti ad uno ad uno. Perché è vero che cambiano i giocatori e gli allenatori, mentre la maglia, i colori e la bandiera restano per sempre; ma è altrettanto vero che un gruppo così non è facilmente ripetibile. Uomini da bosco e da riviera come li ha definiti spesso il loro mister, che hanno incarnato da subito lo spirito mestrino, ovvero la capacità di trarre energia dalle difficoltà. Il maggiore interprete di questo spirito è proprio il presidente Serena. Nel suo intervento ha analizzato la situazione, ringraziando tutti e sostenendo che interrompere qui il percorso sarebbe come darsi una pugnalata da solo alle spalle.

Serena si è preso ancora qualche giorno, fino alla fine di maggio, per decidere il futuro della società arancionera, in modo da poter far correre parallelamente la squadra e il progetto di una nuovo stadio, o meglio della cittadella dello sport, senza il quale sarebbe impossibile parlare di calcio ad alti livelli a Mestre. Il punto chiave potrebbe essere l’utilizzo temporaneo dello Stadio Baracca, che sembra un gioiellino rispetto ad altre strutture incontrate in campionato.
Mestre vuole continuare ad esistere a recitare un ruolo di primo piano. E la visita a sorpresa dei suoi tifosi, davanti al ristorante, è solo la testimonianza più recente di una grandissima passione che va oltre lo sport e abbraccia il concetto di identità.

Chi viene a giocare a Mestre viene segnato per sempre da tutto questo. Poi le persone, come sempre, fanno il resto. Queste hanno scritto un capitolo indelebile.

Informazioni su Alessia Da Canal 34 Articoli
Mi occupo da quasi trent'anni di di giornalismo e comunicazione, dai mezzi tradizionali ai new media. Per necessità ho imparato a cambiare e a rinnovarmi e mi stupisco dell'entusiasmo che ancora metto nell'imparare ogni giorno aspetti nuovi, anche tecnici. Lavoro per vivere e per amore della mia città, MESTRE.

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